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EXHIBITIONS
a cura di Isabella Indolfi e Fabrizio Pizzuto

All’interno della Festa dell’Architettura 2009, tra gli eventi collaterali, due installazioni inedite site specific che si susseguiranno nella LAC Gallery diventano occasione per riflettere sul linguaggio audiovisivo come mezzo per creare ambienti di luce in cui la narrazione può essere sacrificata alla ricerca formale e all’ambientazione.
Le video-installazioni di Fabio Scacchioli e Chiara Tommasi creeranno atmosfere nelle quali vivere e muoversi, sperimentando una traslazione incessante e continua dell'intero processo di fruizione dell'opera.
Narrazioni vane e impossibili evaporano in un discorso puramente visivo, volto a farci riflettere sul video non in quanto veicolo di significati, ma in quanto materiale plastico, fatto di luce ombra colore, quasi pittorico.

“La tela non allude a una scena in cui lo sguardo debba inoltrarsi, ma è piuttosto il materializzarsi di un luogo in cui si sperimenta una genesi di un luogo, dunque che ha in se stesso il suo centro…” (P.Spinicci, Il palazzo di Atlante, citato ne I percorsi delle forme, intro di M. Mazzocut-Mis, Bruno Mondadori, 1997)

Il punctum è l’emozione, quel qualcosa scatenato dal ricordo, dalla memoria, dal rassomigliare alla vita quotidiana, un’ombra dell’effimero… Il tempo del percorrere si trasforma nel tempo del vivere e diviene memoria condivisa, analisi, pittura-immagine…immagine-memoria essa stessa. La galleria intera è la cornice e l’opera è un nuovo mondo.

Fabio Scacchioli si concentra sulla matericità del linguaggio audiovisivo. La sua è una ricerca sull’immagine che tende al distacco di quest’ultima dall’idea di referenzialità. L’obiettivo è quello di ottenere un’immagine che non rinvii immediatamente al suo referente fisico e concreto, ma che si insinui a un livello più profondo.

Si tratta di esplorare tra le pieghe delle immagini, di farne affiorare la residualità, di cercarne gli scarti, oltre ciò che è il suo significato più chiaro e denotativo. Conseguenza di tale approccio è una predilezione per le immagini iper-mediate, non derivanti dal contatto diretto tra videocamera e mondo, e dunque immagini di immagini, pellicole, riprese del flusso televisivo, utilizzo di specchi o lenti, e di qualunque stratagemma utile a far rimbalzare e disperdere e dissipare il senso.
È l’immagine come ombra, cenere, traccia lontana dal concetto di rappresentazione, quella che Fabio Scacchioli tenta di esprimere.

2 › 14 Ottobre 2009
20 › 30 Ottobre 2009

La video-installazione di Chiara Tommasi ci invita ad una riflessione sui nostri tempi a partire dall’immagine popolare quotidiana e dall’immaginario musicale televisivo. Quella che si viene a costruire è un’architettura divertita del controllo delle debolezze umane che spingono all’identificazione e alla partecipazione collettiva.
Chiara Tommasi cortocircuita gli elementi residui o di apparente scarto usati dai mass media e li piega a nuove architetture medianiche disvelatrici di un nuovo livello semiotico recondito.